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Zucchero Om et
Pasquale Esposito
Jr
Nei
prossimi giorni
mando dati sulle aste (che sono un aspetto trainante del
trotto italiano), mentre non sono al momento ancora
disponibili le classifiche stalloniere (Sic!)
L'ippica in Italia, radicata nel tessuto sociale (il settore
interessa almeno 30.000 lavoratori) ormai da un secolo, sta
vivendo un momento di profonda contraddizione. ll buon livello del suo
allevamento,
sopratutto quello del cavallo trottatore, e l'altrettanto
eccellente livello dei soggetti impiegati in pista, non riesce
a frenare l'emorragia di pubblico che nel giro di pochi anni
ha considerevolmente ridotto le potenzialità del settore, che
ormai si alimenta quasi totalmente con il gioco esterno, che
proviene dalle agenzie ippiche.
La raccolta del gioco esterno agli ippodromi in Italia è
affidata a 865 agenzie ippiche. Il 70 per cento dei punti
gioco sono legati allo Snai (holding quotata in borsa), i
restanti tra le società Strike e Matchpoint. Nel 2000 il
volume di scommesse ippiche raccolte in Italia, fra agenzie e
ippodromi, è stato di 3.828 miliardi di lire, ai quali vanno
aggiunti 1.900 miliardi raccolti della scommessa Tris
(l'equivalente de Pari Tiercé francese) che può usufruire di
una rete di raccolta notevolmente più capillare. Il business
del scommesse ippiche (e sportive in generali) prevede che une
quota minima del totale delle giocate
venga attribuita al
Conti (il comitato olimpico italiano che sovra intende tutti
gli sport) e all'Unire (l'ente tecnico per le corse al trotto
e al galoppo). Il minimo viene calcolato sulla base delle
previsioni delle scommesse in media è pari al 10% del totale
delle giocate.
Nel 2000 L'Unire avrebbe dovuto incassare dalle agenzie per i
minimi garantiti 650 miliardi, ne ha invece ricevuti soltanto
380 miliardi e questo perché per vincere la concorrenza e
ottenere la concessione molte agenzie hanno dichiarato
previsioni di volume di gioco superiori a quelle
effettivamente realizzato. Quindi ora non sono più in grado di
pagare all' unire e ai Conti i minimi garantiti.
Si sta quindi passando da une situatione di floridezza
economica a una di possibile crisi, che potrebbe farsi sentire
nei bilanci di previsione dei prossimi anni. L'Unire,
comunque, per il 2001 ha stanziato a montepremi 540 miliardi
di lire suddivisi tra trotto (il 60%) e il galoppo (40%) con
un aumento rispetto allo scorso di quasi il 20%
(Cipolat)